Dal 21 al 23 settembre 2018, al Teatro CorTe di Coriano si è svolto il primo laboratorio in cui sono state selezionate le aspiranti attrici della sezione B del Premio BiancaMaria Pirazzoli. Tredici giovani artiste hanno lavorato intensivamente, guidate dai membri della Compagnia Fratelli di Taglia e da Claudia Palombi.

 

 

Al termine di questo primo incontro è risultata migliore aspirante attrice Rebecca Furfaro, che si è quindi esibita la sera di gala del 24 novembre 2018 al Teatro Eugenio Pazzini di Verucchio nella performance “Comm ‘e fronne”.

 

Insieme a lei, altre sette attrici sono state ammesse alla seconda fase di laboratori guidati da Claudia Palombi, con un doppio intento: innanzi tutto sviluppare e approfondire il percorso formativo e di ricerca teatrale delle partecipanti; in secondo luogo, o meglio in un secondo tempo, indirizzare il lavoro alla messinscena di uno o più testi tra quelli vincitori della sezione C del premio, miglior monologo al femminile.

Assistente all’intero progetto Jacopo Ferma.   

Laboratorio di ottobre, di nuovo al Teatro CorTe Coriano, gestione Fratelli di Taglia.

 

 

Laboratorio di dicembre, presso il Centro di Espressione Teatrale della Compagnia Fuoriscena, gestiti da Fabiola Crudeli.

 

Laboratorio di gennaio, a Montegrotto Terme, presso l’Hotel Marconi.

 

segue…

Laboratorio intensivo di dizione, uso della voce e espressività vocale diretto da Claudia Palombi

A PIENA VOCE

Parlare, narrare e leggere ad alta voce
senza trascurare i sussurri e le sfumature.

Per avere una buona emissione vocale, bisogna partire da una buona postura del corpo. Per ottenere più timbri e sfumature, bisogna apprendere a ‘giocare’ con i vari organi interessati alla fonazione. Per pronunciare correttamente, bisogna conoscere alcune semplici regole di dizione.
In questo laboratorio affronteremo insieme questi punti con un lavoro intensivo – intenso e giocoso – per riuscire a rendere, della lingua italiana, toni, incanti e sfumature. A piena voce.

È necessario che i partecipanti:
1) vestano comodi abiti per respirare e muoversi agevolmente
2) portino una coperta o plaid
3) sappiano un testo a memoria (una breve poesia, poche righe di prosa) per “giocare” con la voce
4) abbiano con sé brevi testi di narrazione – amati, scelti accuratamente, mai prima letti in pubblico
5) carta e penna.

6) chi eventualmente sta già preparando un testo da leggere in pubblico o da recitare può portarlo (opzionale).

 

Incontro con Gloria Muccalesta.
Dove si vive un’avventura e si fa festa

Laboratorio di Claudia Palombi
per bambini da 5 anni in su.

Domenica, 26 Giugno 2011 Dalle 17:00 alle 19:00 a Verbania

Evento in collaborazione con la Biblioteca Civica Pietro Ceretti

Momenti di lettura alternati a momenti di gioco espressivo, con riproduzione e interpretazione da parte dei bambini

 

Ma chi è Gloria Muccalesta?
Una mucca diversa dal solito, poco contemplativa, anzi, molto attiva: le piace ballare, è goffa e sbadata. Combina spesso pasticci, ma ha tanti amici che le vogliono bene. Rappresenta un modo diverso di guardare lo stereo- tipo dell’animale; il piccolo mondo degli amici di Boscovario diventa un luogo per sbrigliare la fantasia, identificarsi con i personaggi, vivere le loro avventure e inventarne di nuove.

 

Stage

Parlare in pubblico

ad alta voce
senza trascurare i sussurri e le sfumature

 

Con la voce proiettiamo nello spazio una parte molto importante di noi stessi, legata alle emozioni profonde, all’espressione del nostro pensiero e dei nostri sentimenti; la voce è rivelatrice perfino del nostro stato di salute. Voce rotta dal pianto; stridula per la paura; alterata dall’ira; rauca per la passione; carica di disprezzo; sussurrante per lo sgomento; sottile per la timidezza; affannata, gioiosa, flebile, monotona.

La gamma dell’espressività vocale è vasta quanto vasto è il campo del nostro esprimere. Eppure spesso non siamo consapevoli di questa ricchezza, né siamo in grado di riprodurne le sfumature a piacere. Chi usa professionalmente la voce dovrebbe riuscire ad emettere i timbri e i volumi necessari senza correre il rischio di danneggiare le corde vocali, né di trovarsi rauco dopo qualche ora di lavoro.

In molte professioni è necessario saper bene esporre, articolare le parole, variare toni e ritmi: in particolare per attori e presentatori, ma anche per insegnanti, poeti, oratori e per chi ha comunque necessità di parlare in pubblico. Eppure proprio di fronte al pubblico spesso ci si sente imbarazzati e inadeguati, sopraffatti da emozioni che invece di sostenerci ci abbattono.

Come padroneggiare le nostre emozioni e il nostro strumento?

 

Claudia Palombi aiuta i partecipanti a

dare voce al corpo e corpo alla voce

ovvero a

– conoscere e potenziare la respirazione adatta all’emissione vocale

– verificare e adeguare la postura del corpo

– apprendere a ‘giocare’ con i vari organi interessati alla fonazione

– conoscere l’esatta pronuncia di vocali e consonanti

– acquisire disinvoltura nell’eloquio e nell’articolazione delle parole con la pratica, spesso

creativa e divertente, di frasi assonanti e di intricati scioglilingua

– controllare e correggere eventuali difetti di pronuncia e cantilene

– ottenere più timbri e sfumature

– rendersi consapevoli della propria personalità vocale e ad acquisire esercizi e metodologia

perché la propria voce sia duttile alle richieste

– saper ascoltare la propria voce, la sua eco nello spazio

– ascoltare la voce degli altri, giocare alle imitazioni

– padroneggiare i ritmi e le pause

 

Tutto questo in modo dinamico; lo stage alterna momenti statici ad altri in cui è necessario usare lo spazio, le pareti, il pavimento; momenti in cui si lavora individualmente, ed altri in cui si lavora in coppia o in gruppo. Gli esercizi sono in forma di gioco, per affrontare insieme i punti sopra esposti in modo intensivo – intenso e giocoso – e per riuscire a rendere, della lingua italiana, toni, incanti e sfumature. A piena voce.

 

 

La voce è un dono. È il dono di chi la emette per chi la ascolta.

La voce è un bene. A volte trascurato, perfino perduto, o conosciuto così poco da sembrare un mistero.

Questo stage propone un viaggio nelle risorse del corpo alla scoperta, o riscoperta, del prezioso bene della voce.

Attraverso una piena respirazione, una corretta postura, una sana emissione vocale.

Giocando con alcune semplici regole di dizione e con esercizi mirati a rendere timbri, toni, volumi e sfumature. L’incanto di una voce è il suo vero mistero. Proviamo a scoprirlo insieme.

Leggere la poesia è un laboratorio inizialmente pensato per preparare gli attori della Compagnia Fuoriscena allo spettacolo  Carducci e Pascoli – Incroci di poesia.

Successivamente ampliato e approfondito, Leggere la poesia è stato inserito a richiesta nella rosa dei laboratori permanentemente proposti.

Intensivo, per chi vuole:
entrare nel suono della poesia
trovare i colori, le sfumature, l’intensità, il ritmo dei versi
abbandonare enfasi, cantilene e retorica
dire le poesie con semplicità e suggestione
viaggiare nella profondità del linguaggio.

 

 

Iuri Monti in una scena dello spettacolo diretto da Fabiola Crudeli

Educare la voce è i titolo di alcuni stage ideati e tenuti in Italia nel 2004 e nel 2007 dal prof. William Weiss. Claudia Palombi, che è stata sua assistente nelle due tournée italiane, è l’unica insegnante del metodo in Italia accreditata dal maestro stesso.

1 livello: La voce mobile

Scopo dello stage è consentire ai partecipanti di riconoscere i limiti delle loro abitudini motorie durante l’emissione vocale, parlata o cantata, e accrescere la capacità e l’estensione della voce mediante esercizi di presa di coscienza.
Questo percorso riguarda:
postura e respirazione
movimenti della mandibola
movimenti della lingua
la funzione laringea e la voce minima petto e addome e amplificazione della voce.

2 livello: Spazializzazione e timbri vocali

In questo stage si sviluppano e ampliano le possibilità vocali incontrate nel primo livello. Si richiede ai partecipanti un testo perfettamente a memoria, per esercitarsi sui timbri.
Spazializzazione: i piani
Timbri sulla punta e sulla parte posteriore della lingua
Spazializzazione: le visuali
Laringe: l’ altezza tonale
Spazializzazione: il cubo
I timbri di petto e di pancia
I timbri della base della lingua
Le vocali
I timbri delle labbra
I timbri della laringe

Ogni livello consiste in cinque sedute di due ore e mezza circa ciascuna
es: venerdì sera, sabato e domenica mattina e pomeriggio (oppure pomeriggio e sera)
(in alcuni casi lo stage è stato effettuato anche in cinque incontri serali dal lun al ven).

 

Seconda tournée in Italia di William Weiss autore del libro Educare la voce edito da Dino Audino e curato da Claudia Palombi, assistente del professore nella conduzione del suo laboratorio

LA VOCE MOBILE

Due stage si sono svolti al Centro di Espressione Teatrale, San Martino in Fiume (Cesena) e al Teatro Ridotto, Lavino di Mezzo (Anzola, Bologna)

(laboratorio intensivo, 1° livello)
prof. William Weiss (Dipartimento di Teatro dell’Università di Ottawa, Canada)
ideatore del metodo dei movimenti minimi e della spazializzazione.

Educare la voce.
Scopo dello stage è consentire ai partecipanti di riconoscere i limiti delle loro abitudini motorie durante l’emissione vocale, parlata o cantata, e accrescere la capacità e l’estensione della voce mediante esercizi di presa di coscienza. Questo percorso riguarda:

1. postura e respirazione
2. movimenti della mandibola
3. movimenti della lingua
4. la funzione laringea e la voce minima
5. petto e addome e amplificazione della voce.

 

WORKSHOP DI TECNICHE VOCALI tenuto da Claudia Palombi, formatrice e scrittrice e coach di teatro

LA VOCE CHE DANZA
Per una metodologia sull’uso professionale della voce
ovvero
come dare voce al corpo e corpo alla voce.
Laboratorio intensivo di uso della voce adatto tanto ai principianti quanto agli avanzati

 Parlare, narrare e “giocare” con la voce
senza trascurare i sussurri e le sfumature. E con la migliore pronuncia possibile.
Un “viaggio di ricerca”. Per alcuni può essere la prima volta, per altri la seconda o più. Per tutti un modo di avanzare insieme.
Con la voce proiettiamo nello spazio una parte molto importante di noi stessi, legata alle emozioni profonde, all’espressione del nostro pensiero e dei nostri sentimenti; la voce è rivelatrice perfino del nostro stato di salute. Voce rotta dal pianto; stridula per la paura; alterata dall’ira; rauca per la passione; carica di disprezzo; sussurrante per lo sgomento; affannata, gioiosa, flebile,  indifferente.
La gamma dell’espressività vocale è vasta quanto vasto è il campo del nostro esprimere. Eppure spesso non siamo consapevoli di questa ricchezza, né siamo in grado di riprodurne le sfumature a piacere. Chi usa professionalmente la voce dovrebbe riuscire ad emettere i timbri e i volumi necessari senza correre il rischio di danneggiare le corde vocali, o di trovarsi rauco dopo qualche ora di lavoro.

Per esempio insegnanti, avvocati, speaker, oratori. E più di tutti gli attori.

Ma anche l’attore a volte non è consapevole di quanto la voce sia radicata nell’appoggio a terra attraverso il corpo; di come si possa ampliare la capacità respiratoria e migliorare l’uso del fiato; della mobilità articolare del proprio apparato fonatorio; della varietà di colori e tonalità che può esprimere una voce che danza. È importante constatare che l’intero corpo è coinvolto nell’espressione vocale.
Non siamo allenati ad “ascoltare” gli altri, e ancor meno noi stessi. Il metodo della voce che danza fa procedere il lavoro sull’emissione vocale insieme a quello sull’ascolto.

Durante il workshop affronteremo i punti essenziali della metodologia, tra cui:

la respirazione e l’assetto –  l’articolazione –  il potenziamento – l’imitazione –  l’ascolto – la pausa e il ritmo – la voce in corpo – coloriture e timbri vocali –  dizione e recitazione – intonazione della frase letta e della battuta.

Laboratorio per la mobilizzazione della voce basato sul metodo creato dal prof. William Weiss: il metodo dei movimenti minimi e della spazializzazione.
                               Dalla prefazione di Claudia Palombi all’edizione italiana del libro La voce mobile.

La sensibilità per un attore consiste nell’essere
in costante contatto 
con tutto il proprio corpo
Peter Brook
 (La porta aperta)

L’aria è uno degli elementi che ci tengono in vita. Attraverso l’aria avviene lo scambio tra noi e l’ambiente, ed essa ci mette in connessione gli uni con gli altri, poiché, tutti insieme, la respiriamo. Dunque l’aria è veicolo di comunicazione tra gli esseri ancor prima che ci sia l’intento di comunicare.

La voce è un modo specialissimo di far fluire l’aria attraverso il nostro corpo. Un modo naturale, che l’organismo sano esprime fin dalla nascita e che si adegua, nel tempo, alla – o alle – lingua e cultura apprese. Ma le modifiche e gli adattamenti del suono vocale sono anche altri: così come l’assetto del corpo, anche l’emissione della voce varia Continua a leggere